Trekking Urbani

Viaggio nel Sinis di Cabras

Trekking Urbani Piazza Eleonora d'Arborea, 1, 09072 Cabras (OR)
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La penisola del Sinis si trova sulla costa centro occidentale della Sardegna. La zona è conosciuta non solo per le sue spiagge selvagge dalle acque cristalline, ma anche per il suo patrimonio storico-culturale. Ricordiamo ad esempio che Cabras, il principale centro della zona, è conosciuto sia per i Giganti di Mont'e Prama, da qualche tempo rientrati, almeno in parte, nella loro patria ed ospitati nel Museo Civico "Giovanni Marongiu", ma anche per la tradizionale Corsa degli Scalzi. Ma il Sinis è tanto altro e cercheremo di scoprirlo in questa escursione della durata di un'intera giornata, che vuole essere appunto un assaggio delle affascinanti ricchezze di cui questo territorio è custode.

L'appuntamento sarà a Cabras in Piazza Eleonora d'Arborea, di fronte al Comune, e da qui partirà un rapido trekking urbano nel centro storico del paese. Arrivati nei pressi dello stagno si visiterà la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Mostra fotografica degli scalzi, poi costeggiandolo con il racconto dei fatti storici che lo hanno visto protagonista e delle tradizioni legate alla pesca, si arriverà finalmente al Museo Civico dove sono ospitati i Giganti di Mont'e Prama. 

Terminata la visita, ci si sposterà verso la zona delle spiagge, con una pausa lungo il tragitto nel villaggio temporaneo di San Salvatore il quale, disabitato per gran parte dell'anno, riprende invece a pulsare di un'intensa vitalità nel primo week end di settembre, in occasione della Corsa degli Scalzi. Qui si visiterà la piccola chiesa campestre e l'ipogeo. 

Si procederà poi verso la spiaggia più conosciuta della zona: Is Aruttas, nota anche come la "spiaggia del riso" per la sua sabbia fatta di granelli di quarzo bianchissimi. Qui come altrove è possibile vedere ciò che rimane delle tradizionali capanne di falasco, in passato utilizzate dai pescatori della zona. La maggior parte sono andate distrutte a causa di incendi, quelle rimaste oggi ospitano dei punti ristoro (possibilità di pranzare previa prenotazione). 

Nel primo pomeriggio ci si sposterà verso San Giovanni di Sinis dove si potrà trascorrere tutto il tempo rimanente dell'escursione in spiaggia, oppure scegliere di visitare la chiesa paleocristiana di San Giovanni, le rovine di Tharros e la torre di San Giovanni, per godere da qui di un panorama indimenticabile della Penisola del Sinis ed arrivare quindi ad un piacevole epilogo di questa escursione.

Informazioni utili: 
Questo tipo di escursione è adatta a tutti: Adulti, Bambini e Famiglie.
Il prezzo dell'escursione è di:
- 36 euro Adulti;
- 18 euro minori dai 6 ai 17 anni;
- gratis minori dai 0 ai 5 anni.

Si richiede di prenotare l'escursione almeno due giorni prima della data prevista

N.B.Oltre le date presenti nel calendario, a seguito di particolari esigenze soprattutto di gruppi, ne potranno essere concordate delle altre, previa disponibilità della Guida Turistica. In ogni caso l'escursione partirà con un minimo di due partecipanti.
 
Luogo di ritrovo:  Piazza Eleonora d'Arborea, 1, 09072 Cabras (OR)
Orario di ritrovo: h. 9.30 (prima dell'inizio dell'escursione verrà richiesta la firma sul modulo di "dichiarazione liberatoria di responsabilità")
Partenza: h. 10.00
Rientro: h. 17.00

La quota comprende:
- Accompagnamento con guida turistica regolarmente abilitata per tutta la durata dell'escursione;
- Trekking urbano con relativi ingressi nella chiesa di Santa Maria Assunta e nella Mostra fotografica degli scalzi;
- Ingresso al villaggio di San Salvatore e all'ipogeo.

La quota non comprende:
- Biglietto per ingresso museo civico, rovine di Tharros, torre di San Giovanni di Sinis (per le tariffe dei biglietti singoli e combinati, gli sconti e le esenzioni, guarda QUI)
- Pranzo (al sacco o, previa prenotazione, nelle capanne di falasco di Is Aruttas consigliate dalla guida).

Abbigliamento consigliato:
- Abbigliamento comodo come t-shirt, pantaloncini, scarpe da tennis;
- Costume, telo mare, capellino, ciabatte, ombrellone, borsa frigo (per chi desidera trascorrere qualche ora in spiaggia ad Is Aruttas durante la pausa pranzo o a San Giovanni di Sinis in alternativa alle visite alle rovine di Tharros)

Per saperne di più:
<<A sei chilometri da Oristano, sulla riva destra dello stagno di Mare-Pontis, giace Cabras. Le case di Cabras - come quelle della maggior parte dei paesi del Campidano - sono costruite di làdiri; così sono denominati certi mattoni indigeni composti di argilla e paglia, dissecati al sole. Più che al suo famoso stagno, così ricco di pesci, più che alle sue vigne ed ai molti oliveti che gli fanno corona, Cabras deve la propria fama alle sue donne, giudicate per voto unanime le più belle della Sardegna. La fama delle belle donne di Cabras trasse in ogni tempo molti visitatori a quel paese; e non vi fu poeta, non storico, non archeologo, nè viaggiatore, sardo o straniero, che non ponesse in rilievo l'eterno femminino di quel lembo di terra - cogliendo magari per pretesto la visita scientifica o artistica agli avanzi dell'antica Tharros, sepolti in quelle vicinanze. Lamarmora, Valery, Delessert, Mantegazza, Corbetta e molti altri - venuti in Sardegna per studiarci in tutti i sensi - hanno dedicato più d'una pagina dei loro libri al villaggio di Cabras, come più d'una pagina hanno ad esso dedicato diversi scrittori sardi, fra i quali l'Angius e lo Spano. Maria Teresa, infine, volle un giorno visitare il villaggio di Cabras. e invaghita degli occhi, della carnagione e del portamento di quelle giovani contadine, ella asserì in presenza di tutti, che esse potevano rivaleggiare con le stesse Giorgiane. Volendo quindi in qualche modo suggellare la sua asserzione, la regina depose un bacio sulla fronte della più bella. Questo fatto - di cui fa pur menzione il Valery - avrà certamente commosso tutta la popolazione; ed è indiscutibile che il bacio della regina tedesca sarà passato di madre in figlia; e Dio sa quanti giorni la fortunata contadina sarà rimasta senza lavarsi al faccia, per non cancellare le impronte lasciatevi dalle labbra regali. Le cabrarisse - così vengono chiamate - hanno per lo più la carnagione bianco-perla come le orientali, e gli occhi tagliati a mandorla ed azzurri, quasi riflettenti le splendide onde del loro stagno...le belle figlie di Cabras - come le poetiche rondini - vivono nei loro nidi di fango; e il grigio dei làdiri fa maggiormente risaltare la morbida e bianca carnagione delle care creature, nate dalle nozze della terra col mare...>>.
(ENRICO COSTA, La bella di Cabras)


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