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Ecoparco Neulè: una giornata alla scoperta delle bellezze sul fiume Cedrino

Ecoparco Neulè: una giornata alla scoperta delle bellezze sul fiume Cedrino

“Tra il velo squarciato della nebbia luminosa, fra giochi di sole e d’ombra, sotto il cielo turchino dipinto di strane nuvole che si diradavano lentamente, un sogno d’artista impazzito, un quadro d’inverosimile bellezza”

Grazia Deledda

Così Grazia Deledda descrive, in uno dei suoi libri, una delle zone dell’Est Sardegna poco distante dal territorio dell’Ecoparco Neulè. “Un quadro d’inverosimile bellezza” è proprio questo che ho ritrovato navigando le acque del fiume Cedrino. Siamo nel comune di Dorgali dove troviamo l’Ecoparco Neulè, un parco privato di cinquanta ettari, situato a pochi chilometri dal Golfo di Orosei e dalle sue meravigliose spiagge, e a pochi metri dal Cedrino, quinto fiume più lungo della Sardegna.

L’escursione è iniziata proprio dall’interno del parco dove Giampiero, il proprietario, ci ha portati con il suo fuoristrada sino alla riva del fiume, per poi iniziare la nostra gita sul battello. Abbiamo navigato le acque del fiume Cedrino lentamente per poter ammirare il paesaggio intorno, ascoltando attentamente i racconti di Giampiero mentre ci spiegava la storia e le conformità del territorio. E’ sensazionale vedere come durante la navigazione il territorio circostante cambi spesso conformità, passando inizialmente dal verde della vegetazione tipica alle pareti granitiche, per poi cambiare ancora e passare a pareti rocciose che nascondo delle bellissime grotte e regalano un panorama mozzafiato. A metà mattina abbiamo fatto anche un piccolo aperitivo a bordo con dolci e del buon vino bianco. La prima fermata con il battello è stata alla chiesetta di San Pantaleo. Si cammina pochi minuti in salita prima di arrivare davanti a questa chiesetta bianca, così bianca che fa da contrasto con il celeste del cielo che ci ha regalato questa giornata di metà inverno. Entriamo, ci sediamo nei banchi come fossimo a scuola e Giampiero ci racconta la storia della chiesetta.

In questa piccola chiesa la festa in onore di San Pantaleo viene celebrata l’ultima settimana di Luglio, ma per diversi anni non è stato più così. Da quando è stata costruita la diga si è alzato il livello dell’acqua e non è più possibile arrivarci tramite terra, ma solo con delle barche. Per questo motivo l’ultima festa venne fatta nel 1983, anno in cui terminarono i lavori alla diga. Solo nel 2006 diversi volontari si riunirono per ristrutturare la chiesa e poter così rifare la festa nell’ultima settimana di Luglio, dove le centinaia di persone che oggi partecipano arrivano con piccole barche. E’ stato bello sentire questi racconti, scoprire cosa può succedere quando una comunità si unisce per un obbiettivo comune, quando lavora senza nulla in cambio per riportare in vita una tradizione. Usciti dalla chiesetta siamo rimasti qualche istante ad osservare il panorama sul fiume dall’alto, dove ancora una volta sono rimasta meravigliata dalla perfezione della natura.

Riprendiamo la nostra escursione nuovamente a bordo del battello e raggiungiamo la Grotta del Guano che ci ha regalato dei colori stupendi; le grotte hanno sempre qualcosa di affascinante. Arrivati all’ora di pranzo siamo rimasti sorpresi dall’organizzazione di Giampiero: ha trasformato il battello in una comoda tavola per gustare tantissimi prodotti tipici sardi; dalla salsiccia e salumi ai vari formaggi, per non parlare della buonissima ricotta fresca, e ancora pane carasau e del buon vino rosso. E’ stato un pranzo meraviglioso, nel bel mezzo del fiume Cedrino, sopra un’acqua talmente calma che faceva da specchio alle pareti imponenti. E’ stato un momento di totale pace, serenità e condivisione. Non solo del cibo ma anche dei racconti con un gruppo di persone appena conosciute con cui ci siamo fatti delle belle risate. Ma le sorprese non sono finite con il pranzo, infatti abbiamo proseguito la navigazione sino ad arrivare alla Sorgente su Gologone. Le sorgenti di Su Gologone si trovano nel comune di Oliena e si inseriscono in un paesaggio veramente unico. Questa sorgente sembra un piccolo laghetto incastonato tra due altissime pareti, la cui acqua è di un colore chiaro e cristallino che cambia a seconda di come riflette la luce del sole.

Questa è stata l’ultima tappa dell’escursione, da qui siamo tornati al punto di partenza, ovvero all’Ecoparco Neulè. Nel parco, oltre alla gita in battello si può navigare il fiume anche affittando una canoa. Oppure si possono fare diverse escursioni organizzate come gite a cavallo, trekking, il giro del parco in bicicletta o in quad. Inoltre vi è un agriturismo con diciotto camere disponibili per passare delle giornate in totale relax a contatto con la natura; per questo sono stati creati anche dei percorsi naturali segnalati per fare escursioni in solitaria.

E a fine giornata, quali sono le sensazioni che mi restano? Sicuramente sono rimasta felicissima dell’escursione fatta e sono tornata a casa con un nuovo pezzetto di Sardegna nel cuore che mi mancava. In più ho scoperto dei posti incredibili che assolutamente vi consiglio di vedere, e con Giampiero ho appreso nuove cose di cui non ero assolutamente a conoscenza!

Vivi il lato più autentico della Sardegna!

Vivi il lato più autentico della Sardegna!

C’è un volto della Sardegna segreto, più autentico e silenzioso, lontano dal turismo costiero e balneare. Anzi, sono tanti i volti che questa straordinaria isola sa offrire. Sicuramente non si può tralasciare la bellezza delle coste, con le sue acque cristalline e la macchia mediterranea che si affaccia sino al mare, o le grotte e le rocce dalle forme più svariate. Ogni sardo e ogni persona che ha la fortuna di passare su quest’isola ha il dovere e il piacere di visitare e vivere la costa, però… la Sardegna non è solo questo! Chi ha la voglia e la curiosità di addentrarsi più all’interno della regione sarda, e la fiducia e la sensibilità di lasciarsi trasportare da esperienze antiche e tradizionali, non potrà di certo restare deluso ma manterrà senza dubbio un ricordo unico, un ricordo autentico dei posti che visiterà.

Il nostro Portale Escursì è ormai ricchissimo di queste esperienze, disseminate in tutto l’entroterra della Sardegna: da Mamoiada e Orgosolo, a Bitti e Silanus, passando per Aritzo, Belvì, Sorgono, Galtellì, Scano e tanti altri piccoli borghi.
Come sempre, è quasi impossibile raccontarli tutti in un unico articolo di blog, senza far assumere a quest’ultimo le sembianze di un infinito elenco della spesa. Qua ne tratteggeremo alcuni, lasciando a voi il compito di scoprirli tutti, con i giusti tempi e modi.

Uno dei tanti bellissimi Murales che contraddistinguono le vie di Orgosolo

In questo articolo sarà la provincia barbaricina di Nuoro ad essere protagonista e partiamo dal paese di Mamoiada. In questo borgo son davvero tante le esperienze a disposizione e oggi ne selezioniamo due: una giornata da Mamuthone e il tour delle botteghe degli artigiani, tra i quali anche i vecchi mascherai che da secoli creano con sapienza proprio le maschere dei Mamuthones. I Mamuthones, insieme agli Issohadores, sono tra le maschere più antiche del carnevale della Sardegna che riproducono rituali ancestrali che prendono inizio dal rapporto dell’uomo con gli animali. Attraverso questa esperienza, potrai entrare profondamente in contatto con questo rito e queste usanze, avendo anche il privilegio di indossare i vestiti tradizionali. Una giornata pensata anche per i più piccoli, per farli divertire ed emozionare. Nel tour delle botteghe degli artigiani si potranno invece scoprire i “trucchi del mestiere” di questi veri e propri artisti: le tappe svarieranno tra i diversi laboratori del Mascheraio, del Coltellinaio, al Forno del pane carasau e in una cantina di Cannonau; gusto e storia saranno perfettamente fusi per accontentare tutti i sensi dei partecipanti.

Piccoli Mamuthone e Issohadores a Mamoiada

Passiamo ora al paesino di Bitti, sempre nel cuore della Sardegna. Qua si possono vivere delle giornate tipiche dei lavoratori più antichi della regione: i pastori e i fattori. Infatti non visiterai semplicemente le aziende e le fattorie locali ma potrai cimentarti nei lavori giornalieri: la mungitura, governare un gregge (transumanza), la potatura, la lavorazione del formaggio e tanto altro ancora. Condividerai il sudore e il sacrificio dei pastori e fattori sardi ma anche il divertimento, l’amore per la terra e, naturalmente, le primizie che questa terra sa offrire come il buon vino, i formaggi e gli affettati!

Anche i più piccoli possono divertirsi in Fattoria a Bitti!

Ora ritorniamo vicino Mamoiada, ad Orgosolo. Un borgo che sta diventando sempre più famoso grazie anche ai suoi particolari Murales che non solo abbelliscono il centro urbano ma ne raccontano anche la storia. Ad Orgosolo si può fare veramente di tutto: non solo tour guidati urbani, visite alle cantine o ai Musei ma anche e sopratutto dei laboratori in cui cimentarsi in arti antiche. Un esempio? La visita con laboratorio allo straordinario Museo del Pane. Questo Museo vanta circa due secoli e custodisce utensili antichi utilizzati per la produzione del pane tipico di Orgosolo: “Su Pane Tostu” (pane carasau) e “S’Ispianada” (la spianata). Tutti i partecipanti si cimenteranno in un’attività didattica dove bisognerà letteralmente mettere le “mani in pasta”! Per carpire tecniche e segreti della lavorazione del pane in tutte le sue fasi.

Mani sapienti lavorano la pasta al Museo del Pane ad Orgosolo

Infine facciamo una tappa a Silanus, luogo meno conosciuto di quelli citati sino ad ora ma ugualmente ricco di testimonianze ed esperienze autentiche da vivere. Nel meraviglioso complesso archeologico di Santa Sabina, dove si può apprezzare un elegante nuraghe in ottimo stato, si possono prendere parte a due splendide attività: una giornata da Nuragico ed una da Archeologo. Dai più grandi ai più piccolini, si potranno ripercorrere gli usi e i costumi degli antenati nuragici dei sardi oppure si potranno inscenare degli scavi, scoprendo le tecniche degli archeologici. Anche in questi casi gli ingredienti sono sempre gli stessi: scoperta, emozione e tanto sano divertimento!

Il Nuraghe di Santa Sabina a Silanus

La panoramica è finita e speriamo di avervi lasciato il seme della curiosità per poi aver la voglia di approfondire e prendere parte a queste esperienze che riescono a mettere in mostra un volto meno comune della Sardegna ma appunto più antico ed autentico. Perché la Sardegna non è solo una, e dopo il relax estivo tra spiagge e calette da sogno vi resta tanto, ma tanto altro da scoprire!

Scoprire la Sardegna con lentezza: i sentieri dei trekking

Scoprire la Sardegna con lentezza: i sentieri dei trekking

Camminare all’aria aperta, l’aria fresca sulla pelle, lo sguardo che libero può girovagare nel paesaggio tutt’attorno, scoprire con lentezza i luoghi, gli scorci, i panorami. Lo avrete già capito, stiamo parlando delle escursioni di trekking.
A piedi, camminando col proprio passo, ci si lascia avvolgere dalla magia del territorio e lo si può apprezzare in maniera intensa.

Panorama sul Supramonte di Urzulei

Ma non solo, praticare il trekking ha anche altri importanti risvolti positivi: uno, più personale, è che ci si può tenere in forma divertendosi e scoprendo sempre posti nuovi mentre il secondo, più a carattere generele, è che si pratica una tipologia di esperienza green, tradotto si inquina la nostra bellissima terra il meno possibile!

La Sardegna è una terra straordinaria, multiforme e dal paesaggio variegato. Non solo custodisce delle coste meravigliose ma anche un entroterra selvaggio e ricco di bellezze: montagne, laghi, fiumi, canyon, grotte per non parlare poi dell’archeologia. Attraverso i percorsi di trekking farai un’immersione completa nella natura ma anche nella storia e nelle tradizioni di questa isola.

Tra i sentieri che portano a Cala Goloritzè

La nostra proposta di trekking è veramente ampissima ed è sinceramente impossibile elencarla tutta in un singolo articolo di Blog. Vi lasciamo scoprirla per intero cliccando qui e nelle prossime righe vi descriveremo in maniera sintetica alcuni percorsi, disseminati nella Sardegna, che proprio non potete perdere.

Partiamo da due capisaldi del trekking, per tutti coloro che vogliono scoprire l’entroterra, addentrandosi nella sua natura più impervia ma anche nella storia più antica e millenaria: sono i trekking a Gorropu e Tiscali.
E poi, per chi ama la natura incontaminata, non può non fare tappa nella costa del centro-est dell’Isola, dove si trovano i mozzafiato percorsi che portano a Cala Goloritzè e Cala Luna.

Immersi nel Canyon di Gorropu

Spostandoci nell’estremo nord-ovest della regione, troviamo un’isola nell’isola: l’Asinara! Qua vi consigliamo il meraviglioso Sentiero del Granito. Un percorso costiero sulle tracce dei segni millenari della natura.
Tornando nell’entroterra, vi segnaliamo dei percorsi nel Supramonte di Urzulei dove potrete apprezzare un prelibato pranzo col pastore oppure allietarvi con i canti a tenore. Qua la natura si fonde alla perfezione con delle esperienze uniche ed autentiche.

Trekking nel Seniero del Granito

In tema di esperienze particolari, imperdibile è il singolare trekking nel Sentiero dei Banditi; un trekking tematico che abbina alla camminata delle narrazioni all’aria aperta, ripercorrendo le affascinanti e avventurose vite dei banditi sardi, accadute proprio nei territori che si stanno visitando!

Infine, una doverosa tappa al sud: vicino a Cagliari potrete andare sino in vetta all’affascinante Sella del Diavolo, per gustarvi un aperitivo a dir poco esclusivo. Dopo si resta nel Campidano, nel Monte Arci vicino Pau (Oristano) per camminare tra i Sentieri dell’Ossidiana, l’antico vetro vulcanico che veniva anche chiamato “Oro Nero”.

Sulle tracce dell’Ossidiana

Come avete letto l’elenco è molto ricco e vario, e si tratta solo di una piccola parte! Il metodo migliore per approfondire ancora di più? Chiudere questa pagina di blog, andare sul nostro portale e prenotate in comodità online la vostra esperienza preferita!

L’estate in Sardegna a bordo di un Catamarano

L’estate in Sardegna a bordo di un Catamarano

Un sole intenso per un’estate che così bella non si vedeva da tanto tempo in Sardegna. Impossibile rinunciare all’attrazione delle coste, sia per i tanti turisti in giro per l’isola e sia per chi vive tutto l’anno in Sardegna.
Buttarsi in acqua e restare a mollo, tra tuffi e relax, oppure sdraiarsi in spiaggia lontano da ogni stress. Questi sono gli ingredienti fondamentali per godersi il mare cristallino della Sardegna. Ma c’è anche una moda che sta impazzando nel nord dell’isola: la voglia di lasciarsi cullare dalle onde a bordo di un catamarano.

Un tuffo nel mare limpido dell’Arcipelago di La Maddalena

Ad Alghero, nel golfo di mare tra Stintino e l’Asinara e nell’Arcipelago di La Maddalena si trovano dei fantastici e moderni catamarani che fanno sognare ad occhi aperti tutti i partecipanti tra le meraviglie delle coste.
Escursioni giornaliere, con skipper esperti e con il pranzo a bordo a base di pesce. Insomma… difficile chiedere di più! Esperienze esclusive da condividere con il proprio partner, con gli amici o con tutta la famiglia. Si veleggia con calma, con possibilità di stendersi a prua o di ripararsi dal sole a poppa. Tuffi e risate, nuotate e relax e, tutto intorno, la natura selvaggia e incontaminata della Sardegna. Tra spiagge, calette, insenature e rocce dalle multiforme.

Nella meravigliosa costa di Alghero

Con la possibilità di scendere anche a terra, addirittura con una sosta nel Parco Nazionale dell’Asinara con le escursioni con partenza da Stintino!
E in più ci sono esperienze ancora più esclusive, come alcune date per sole coppie alla Maddalena o l’uscita al tramonto davanti alla torretta della Pelosa a Stintino. Escursioni che coniugano la natura al romanticismo, per fare dei regali speciali e per delle giornate davvero da ricordare.

Nell’iconica torretta della Spiaggia della Pelosa

La costa di Alghero, la Spiaggia della Pelosa, Fornelli, Isola Piana, Budelli, La Spiaggia Rosa e Spargi e tanto altro ancora sono posti imperdibili per chi vive in Sardegna o viene semplicemente in visita. A bordo di un catamarano hanno un “gusto” ancora migliore… non fatevelo sfuggire!

Una mattinata alla scoperta del Mandrolisai

Una mattinata alla scoperta del Mandrolisai

Il Mandrolisai è un territorio affascinante e ricco di attrazioni, nel cuore della Sardegna, incastonato tra le Barbagie ai piedi del massiccio montuoso del Gennargentu. In particolare il nostro sguardo è rivolto in alla zona di Santu Maru che prende il nome dall’antico santuario edificato qui secoli fa nel centro della Sardegna nel luogo in cui passa il 40 parallelo nord. In una piccola porzione di territorio sono localizzati gli ingredienti per creare una escursione unica ed emozionante. Il sito prenuragico Biru e Concas, con oltre 200 menhir, il già citato santuario di Santu Maru, il Nuraghe Talei un protonuraghe a pianta quadrata, i vigneti della D.O.C MANDROLISAI e le sugherete secolari.

L’appuntamento è per le prime ore della mattina, nei pressi del sito Biru e Concas e già prima di iniziare la visita si avverte una sensazione insolita di trasporto emotivo, legata al fatto di trovarci in luogo scelto come sacro dalle prime forme di civiltà del Mediterraneo, considerando che secondo recenti teorie ci troviamo sull’isola di Atlante, che ospita l’Atlantide tanto cara a Platone. Con una breve passeggiata ci troviamo catapultati in una dimensione dove aleggiano mistero e fascino, decine di menhirs si presentano ai nostri occhi, alcuni sollevati altri adagiati al suolo, frantumati ed altri celati tra le zolle, sono lì a dirci che 3000 anni fa da queste parti l’uomo era bene presente, e dialogava con i suoi Dei, le stelle, la natura ed i suoi defunti. Alcuni hanno coniato per questo sito il nome di stonehenge sarda, data la sua importanza, e pensare che fu scoperto da un appassionato del luogo che nei tardi anni 80 vestiva la fascia di sindaco del paese.

Con un’agevole passeggiata tra le sughere giungiamo innanzi alla facciata del santuario di San Mauro, un chiesa edificata dai monaci Benedettini, la sua facciata ospita un rosone molto imponente , che con un diametro di 2 metri è il più grande della sardegna. Tale rosone e posizionato a poche decine di metri in maniera frontale al sito precedente quasi a voler esorcizzare il il richiamo pagano dei menhirs. L’interno è molto semplice, mentre all’esterno la chiesa e circondata da decine di muristenese, le abitazioni minuscole che ospitano i partecipanti alla novena dedicate al santo, il paesaggio rurale sardo e pieno di situazioni analoghe.

Il Nuraghe Talei

La mattinata prosegue, e dopo aver varcato un cancello in ferro, entriamo in un podere adibito a pascolo che all’improvviso ci concede la visione di un nuraghe alquanto insolito, infatti non è circolare come aspetteremmo ed il suo interno appare poco spazioso, siamo in presenza del Talei imponente esempio di protonuraghe a pianta esagonale ed a corridoio, una cosa poco diffusa tra tutti gli 8000 edifici che occupano la sardegna da nord a sud. A pochi passi i resti di una tomba di giganti, che merita rispetto e analisi approfondite.

La campagna circostante ci regala la fantastica visione di un rigogliosi boschi di querce in particolare sughere e l’imponente Gennargentu in lontananza. Non ci resta che iniziare l’approccio con uno degli aspetti più caratteristici del luogo che stiamo visitando, i suoi vigneti. Questo territorio è stato inserito nel registro dei paesaggi storici e tradizionali. un riconoscimento che deriva da secoli di attività agricola dedicata alla vite ed al vino. Qui si produce un vino particolare, la DOC Mandrolisai, un uvaggio di tre uve, il cannonau il muristellu e il monica. Si passeggia in vigna alla ricerca dei segreti di questa antica attività umana, fatta di gesti figli di una tradizione antichissima: potature, cura del suolo, vendemmia, rapporto con il clima ed amore per la vita rurale.

Dopo la passeggiata eccoci davanti a calici di un vino pregiato rinomato, prima in tutta la Sardegna, ora in tutto il mondo, dove raccoglie consenso e premi. Il padrone di casa ci guiderà in un’atmosfera sensoriale che farà emergere il tutti profumi nascosti in un bicchiere di vino. La mattinata sta per incontrare il pomeriggio, quindi è ora di mangiare, naturalmente prodotti della campagna, gli ovili non mancano, e sicuramente troveremo un pastore pronto ad accoglierci, con salumi pecora e maialetto, e sopratutto vino e abbardente.

Feel the Ocean: la mostra che ascolta il mare

Feel the Ocean: la mostra che ascolta il mare

“Feel the ocean – sentire il mare” si chiama così la mostra organizzata dal Consorzio Costa Smeralda in collaborazione con la Fondazione One ocean, che è stata presentata in anteprima al Waterfront Costa Smeralda di Portocervo. Una mostra ma soprattutto un evento, che parla di mare e della sua salvaguardia in un luogo che per la bellezza delle spiagge è famoso in tutto il mondo.
Lo amiamo il mare, o almeno così sosteniamo. Che sia l’alba o al tramonto, ci incantiamo a guardarlo e sospiriamo quando dobbiamo allontanarci da lui. Cerchiamo la sua brezza. A lui affidiamo pensieri, desideri, i ricordi troppo belli e anche quelli troppo tristi, quelli che da soli non riusciamo a sostenere.

Voi non maltrattereste chi amate, giusto? E allora perché maltrattate il mare? Perché lo sporchiamo, mi ci petto pure io, non lo rispettiamo, non lo ascoltiamo? Sentire il mare, si, starlo ad ascoltare con sincera attenzione e sentire sulla nostra pelle le sue esigenze. Attorno a questo focus è nato il progetto della mostra, che vuole promuovere la conoscenza e maggiore consapevolezza delle risorse marine e costiere attraverso le immagini dei fotografi apneisti Adolfo Maciocco e Clelia Michelini e i racconti di Davide Carrera, recordman mondiale di apnea e ambasciatore della fondazione One ocean. Dopo l’anteprima le immagini resteranno in esposizione fino al 10 settembre nella YCCS Sailing School di Porto Cervo. Un’occasione per pensare, chiedere scusa al nostro mare, dichiaragli ancora una volta il nostro amore, più consapevoli. Perché oggi c’è, bellissimo e colmo di vita, in futuro, a causa nostra, non lo sappiamo.

Escursì trova soluzioni anche sotto la pioggia!

Escursì trova soluzioni anche sotto la pioggia!

In Sardegna non ci si annoia mai. E anche quando le nuvole si fanno scure e sembrano promettere pioggia, nulla è perduto. Questo agosto incredibilmente bagnato può essere l’occasione per cambiare i piani di una vacanza programmata nei minimi dettagli, per concedersi delle piacevoli e sorprendenti deviazioni all’interno della nostra isola. Eccoci allora pronti a consigliarvi delle esperienze tutte da vivere quando non si può prendere la tintarella.

Partiamo da Bitti, il centro più importante della parte settentrionale della Barbagia, così importante da meritarsi, in passato, il nome di Barbagia di Bitti. Luogo di poco meno di 3000 abitanti, conosciuto in tutta la Sardegna, e non solo, per l’antico canto “a tenore”, proclamato nel 2008 “Patrimonio intangibile dell’Umanità” dall’UNESCO. E proprio come questo particolare canto figlio della terra, la bellezza di Bitti è corale, fatta di tanti tasselli che rendono speciale questo luogo al centro della Sardegna. Con il Barbagia di Bitti Experience, potrai conoscere tutti gli elementi che contraddistinguono il territorio, tra storia e tradizioni millenarie: percorrere il borgo antico, visitare il Museo multimediale del canto a tenore, assaporare i prodotti locali durante il pranzo e scoprire il complesso nuragico di Romanzesu, uno dei siti più importanti, e ancora misterioso, della Sardegna. Un viaggio nel tempo all’origine dell’uomo, anzi, prima dell’uomo, perché a Bitti, nel parco tematico BittiRex, potrai conoscere anche i dinosauri a grandezza naturale.

Non si dica che in Sardegna non si mangi e non si beva in abbondanza, ecco allora che anche un cielo un po’grigio può diventare l’ennesima occasione o scusa, decidete voi, per degustare le prelibatezze locali. E allora concedetevi una visita guidata al Museo del vino di Berchidda, borgo ai piedi del Limbara, dove ci si può ubriacare non solo con l’ottimo Vermentino di Gallura, ma nel mese di agosto, anche con tanta buona musica grazie ai nostri amici del Time in Jazz.
Una visita guidata più una degustazione: un’esperienza che permette di scoprire da dove viene il vino di Sardegna e dove sta andando.


Altra zona, altra cantina, altro vino ma stessa altissima qualità. Se qualche tuono in lontananza vi ha fatto fuggire dalle belle spiagge di Alghero, potete andare nelle Tenute Delogu, lasciarvi affascinare dalla storia del vino, scoprire le varie tipologie di piante coltivate, il metodo di raccolta e tutte le fasi di vinificazione. E poi, naturalmente, l’attesa degustazione. Se il maltempo non risparmia neanche voi che vi trovate ne sud Sardegna, non temete, anche a Cagliari potete trasformarvi in sommelier e degustare i vini del luogo. Pioggia, nuvole o sole: è sempre tempo diVino.

Queste sono solo alcune delle esperienze che potete fare in alternativa al mare, le possibilità sono davvero tantissime, possibilità che forse, senza la pioggia, non avreste neanche preso in considerazione.
E quindi, grazie pioggia… anche d’agosto!

Avventura, divertimento e relax per un addio al nubilato o al celibato esclusivo

Avventura, divertimento e relax per un addio al nubilato o al celibato esclusivo

Un’esperienza outdoor, immersi nella natura della Sardegna può essere l’idea giusta per organizzare un addio al nubilato o al celibato diverso dal solito, originale e anche molto esclusivo. Un evento memorabile per i futuri sposini che potranno così divertirsi, rilassarsi e per i più adrenalinici, scatenarsi, in compagnia degli amici più cari in luoghi davvero da sogno.

A bordo la festa dura un giorno
Cosa c’è di meglio di una rilassante giornata in barca, prenotata in esclusiva, per godere dell’imbarcazione solo per il tuo gruppo di amici. Una festa in cui gli invitati saranno anche il sole caldo, il mare cristallino in cui tuffarsi durante le varie soste e le suggestive calette. Un’imbarcazione tutta per voi in cui brindare e pranzare con bontà locali.

Le possibilità sono tante e toccano la Sardegna da nord a sud: l’esclusiva giornata in yacht nelle acque di Stintino, in una barca a vela d’epoca che naviga imperiosa nel bellissimo Arcipelago di La Maddalena, o in charter per chi preferisce navigare tra l’Isola di Spargi e la spiaggia rosa in modo più moderno. Ma anche nel Golfo di Cagliari, nelle acque dell’isola di Sa Pietro e ad Alghero.

Emozioni forti per futuri sposi avventurosi
Se i futuri sposini amano misurarsi con emozioni più intense, l’addio al nubilato/celibato potrebbe essere l’occasione per vivere una avventura dal sapore “wild”.
Per chi ama i motori, sfrecciare a bordo di un quad in Ogliastra è un’esperienza molto divertente da fare con gli amici, percorrendo fondi rocciosi e strade sterrate nel cuore del Supramonte di Baunei.

Chi vuole toccare letteralmente il cielo con un dito, non può perdere la scalata dell’isola di Tavolara. E se amate i parchi divertimento, il percorso di canyning a Rio Pitrisconi è proprio per voi. La natura sarà il vostro parco giochi e tra tuffi, arrampicate e calate, con la verticale massima che arriva a 20 metri, farete fare ai vostri amici sposi il pieno di energia ed entusiasmo. Davvero il giusto preludio per le nozze.
Se vuoi avere altre informazioni e qualche consiglio, contattaci via chat sul nostro sito, via mail all’indirizzo info@escursi.com o su facebook. Fidati di Escursi.com e regalati un’addio al celibato o al nubilato memorabile!

Regala un’escursione e regali un’emozione

Regala un’escursione e regali un’emozione

A volte trovare il regalo giusto non è semplice, che sia un regalo di compleanno, diploma, laurea o nozze, trovare il regalo che sorprenda e non sia banale può diventare una bella sfida.
Se punti all’originalità e vuoi essere sicuro che il tuo regalo non finisca nel cassetto delle cose dimenticate, puoi scegliere di regalare un’escursione tra le meraviglie della Sardegna.
Se non sei ancora sicuro, ecco 3 motivi che ti convinceranno:
1) Regalare un’escursione vuol dire regalare un’esperienza, un’avventura da raccontare, un ricordo, una foto da riguardare e sorridere. Con un’escursione regali un’emozione. E non è questo, in fondo, il senso del dono?

2)Regalare un’escursione vuol dire fare un regalo mai uguale.
Se sei una di quelle persone che trova difficile fare un regalo, non per tirchieria, ma perché sei estremamente indeciso, passi ore e ore nei negozi (reali o virtuali) senza concludere niente anche se ti impegni, ci provi, ma non ce la puoi proprio fare. Regalare questa esperienza ti permetterà di risparmiare tempo, ansia e comunque fare un figurone con il festeggiato. Inoltre, cosa molto importante, è una tipologia di regalo che puoi rifare senza essere tacciato di essere ripetitivo. Scegliendo di regalare un buono, lasciando quindi la scelta dell’escursione libera, non dovrai più pensare a che regali fare per molto tempo. Evviva, sorridi!
3)Un regalo pensato e personalizzato
Se ami fare regali che abbiano un senso profondo, un’escursione è l’ideale. Che il destinatario del tuo pensiero ami le avventure adrenaliniche o preferisca rilassarsi al sole: c’è un’escursione perfetta per ognuno. Un’escursione a cavallo a Porto Ferro, una corsa in quad nel selvaggio Ogliastra, una lezione di immersione per vedere il mondo sommerso, un trekking urbano o nella natura, una gita in barca nei luoghi più belli, trovare il giusto abbinamento, la giusta escursione, sarà per te molto divertente e significativo.

Ti stuzzica l’idea? Sappi che con Escursi.com puoi fare questo regalo speciale, in due modi: scegliendo tu il tipo di escursione o regalando un buono e lasciando al festeggiato la scelta finale.
Fidati di Escursi.com, contattaci e sorprendi amici e parenti con un regalo che non potranno dimenticare!

Quando in Sardegna arriva il vero caldo, ci si tuffa nell’acquatrek!

Quando in Sardegna arriva il vero caldo, ci si tuffa nell’acquatrek!

Si sa, d’estate fa caldo… e meno male! Così finalmente si può riprendere ad andare al mare. E le nostre amate escursioni? Davvero non è possibile fare un trekking in Sardegna nella stagione più calda dell’anno? In realtà le soluzioni alternative ci sono eccome, anzi, ce ne sarebbero diverse, per ora però parliamo di una sola di queste: l’acquatrek!


Se davvero non sapete rinunciare alla vostra attività fisica all’aria aperta ma volete evitare il caldo più opprimente cosa c’è di meglio che andare a camminare sull’acqua o, meglio, nell’acqua. Il torrente diventa il nostro sentiero e questo ci permette di camminare e nuotare – tranquilli, solo per brevissime tratte – nell’acqua limpida e fresca.
Gli acquatrek, o trekking acquatici, sono una attività ancora poco conosciuta e diffusa in Italia. Già da tempo però hanno riscosso successo di gradimento nella vicina Francia dove, a partire dalle gole del Verdon, l’attività si è diffusa col termine di Randonnées Aquatiques. A scanso di equivoci vale la pena di precisare subito che non stiamo parlando di torrentismo o canyoning, perché negli acquatrek non è previsto l’uso di imbragature e/o corde.
Parlare di trekking acquatico nell’arida Sardegna può sembrare un vero paradosso, eppure non è così! La Sardegna è zeppa di percorsi adatti all’acquatrek, uno più suggestivo e divertente dell’altro.


Ma come ci si veste per fare un trekking acquatico? L’abbigliamento in questo caso è quanto di meno problematico si possa pensare, infatti se la stagione è calda (estate inoltrata) e la giornata non è né coperta né ventosa, si può indossare semplicemente una maglia e un pantaloncino in materiali sintetici (il pantaloncino ideale è uno di quegli short in lycra che si usano in atletica e altre attività sportive). Se invece l’acqua o la giornata dovessero essere un po’ fredde, allora può essere utile indossare un semplice mutino short (gambe e braccia corte) da due millimetri.
Per il trasporto dell’acqua (ricordate che è sempre molto importante idratarsi in estate, anche quando non si sente lo stimolo perché, come in questo caso, si cammina parzialmente immersi nell’acqua), del pranzo al sacco, un asciugamanino, delle chiavi dell’auto e tutto il resto che potrebbe occorrere per la giornata, si utilizzano dei semplici zainetti forati in pvc (zaini da canyoning) e dei bidoni stagni.


Quando ci si affida ad una guida, a parte l’abbigliamento personale, l’attrezzatura citata viene solitamente fornita dall’organizzazione.
Naturalmente occorre tenere a mente il fatto che tutto ciò che si indosserà per l’escursione si bagnerà completamente e che è utile lasciare in auto un cambio completo, incluse le calzature. Ah già, le calzature… che scarpe usare? In realtà le scarpe perfette per questo tipo di attività sarebbero quelle specificamente progettate per il canyoning, ma dato che ben pochi avranno intenzione di affrontare una spesa così per una esperienza che potrebbe essere solo occasionale, direi che vanno bene un paio di robuste scarpe sportive o, in alternativa, le vostre vecchie scarpe da trekking.
I percorsi di Acquatrek più noti e frequentati in Sardegna al momento sono: alcune tratte del Rio Flumendosa, Fosso Is Anadis a Triei, Rio Rizzolu di Oschiri, Rio Pirincanes ad Arzana, Rio San Girolamo e Rio Geddài di Ussassai.